L’analisi delle condotte poste in essere dagli indagati ha, inoltre, evidenziato come l’associazione facente capo a Cuffaro abbia in più occasioni utilizzato la sua abitazione di via Scaduto come luogo per gli incontri più riservati ed influenti, scelta derivante dall’errata convinzione del Cuffaro e degli altri consociati che quel luogo fosse sicuro ed impenetrabile dalle forze dell’ordine